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RINFORZI STRUTTURALI

Durante il ciclo vita utile dell’edificio può presentarsi la situazione in cui la capacità portante della struttura non sia più adeguata allo svolgimento delle funzioni statiche e dinamiche previste dal progetto o la variazioni di destinazione d’uso dello stesso comporta una maggiore portata strutturale.
L’intervento di NICO.FER si articola su tre livelli, il primo livello si effettua con l’attuazione di un sopralluogo e analisi documentale, in secondo luogo si verifica l’analisi di Vulnerabilità Sismica e un a definizione degli interventi di adeguamento, infine si procede con la programmazione e l’esecuzione degli interventi di miglioramento sismico delle strutture.

Il Testo Unico sulla Sicurezza (DLgs 81/08, art. 63 – comma 1.1.1.) prevede che gli edifici che ospitano luoghi di lavoro o qualunque altra opera e struttura presente in un luogo di lavoro debbano essere stabili e possedere una solidità che corrisponda al loro tipo d’impiego ed alle caratteristiche ambientali ivi compresa la pericolosità sismica del sito.

La valutazione dello stato di sicurezza interessa gli edifici di interesse strategico e opere infrastrutturali la cui funzionalità assume rilievo fondamentale per le finalità di protezione civile e gli edifici e opere infrastrutturali che possono assumere rilevanza in relazione alle conseguenze di un eventuale collasso.

I motivi possono essere:

il degrado dei materiali che la costituiscono, che può provocare sia la diminuzione della sezione resistente sia il peggioramento delle caratteristiche meccaniche della struttura;
la variazione della destinazione d’uso di un edificio, che può determinare un sovraccarico imprevisto negli elementi portanti;
eventi imprevedibili come cedimenti delle fondazioni, forti impatti, incendi e terremoti, che possono causare danni localizzati o estesi all’intera costruzione;
la richiesta di adeguamento della struttura alle nuove norme tecniche delle costruzioni.

Se l’eccesso di carico statico genera problemi sui singoli elementi strutturali direttamente interessati, i carichi dinamici, quali il terremoto, mettono a dura prova anche i collegamenti tra di essi, come i nodi trave-pilastro nelle strutture in calcestruzzo armato e le connessioni tra murature verticali, orizzontamenti piani e volte nelle strutture in muratura.

L’EVOLUZIONE DEI SISTEMI DI RINFORZO

Gli interventi di rinforzo tradizionali sono sempre stati eseguiti sostituendo o reintegrando i materiali degradati impiegati nelle strutture (blocchi, malte, calcestruzzo, armature) con la finalità di ricostituire la sezione e la continuità originaria, eventualmente aumentando le sezioni per garantire portata e sicurezza maggiori.
Queste tipologie di intervento, difficili da eseguire e fortemente invasive per la statica e l’estetica delle costruzioni, manifestano anche una scarsa durabilità al mantenimento dell’efficacia del rinforzo nel tempo. Infatti, i materiali da ripristino impiegati (resine, malte epossicementizie) sono caratterizzati da prestazioni meccaniche molto più elevate rispetto a quelle della struttura in calcestruzzo o muratura. Questo fatto altera la distribuzione degli sforzi nella struttura rinforzata e provoca una maggiore sollecitazione meccanica nel materiale più debole che giungerà a rottura con più facilità, vanificando l’intervento di rinforzo.

ECCOVI DI SEGUITO I NOSTRI INTERVENTI TECNICI DI RINFORZO DI PUNTA PER L’ADEGUAMENTO SISIMICO

RINFORZI STRUTTURALI IN FIBRE DI CARBONIO

I rinforzi strutturali in carbonio sono costituiti dall’unione di fogli di fibre di carbonio ad alte prestazioni meccaniche e di una matrice avente funzione di adesivo tra fibre e supporto che consente il trasferimento delle sollecitazioni dalla struttura alla fibra.
Le fibre impiegate per il rinforzo strutturale hanno elevato modulo elastico ed elevata resistenza a trazione.

Grazie alle eccezionali proprietà meccaniche delle fibre strutturali, questa tecnologia consente di realizzare interventi di rinforzo impiegando una soluzione estremamente versatile, che consente di unire praticità, ridotta invasività, velocità di esecuzione ed economicità dell’intervento rispetto alle tecniche tradizionali.

La loro leggerezza ben si presta a un impiego su strutture particolarmente deboli o compromesse, senza che il loro peso comporti un pericoloso aggravio dei carichi propri della struttura, rispettando il carattere architettonico dell’edificio e la funzionalità degli elementi strutturali.

Infine, la facilità di posa in opera e la grande capacità di adattamento a tutte le forme degli elementi strutturali hanno decretato il successo di questo materiale anche nell’edilizia.

RINFORZI STRUTTURALI CON CONTROVENTATURE IN ACCIAIO

La progettazione di un sistema di protezione passiva mediante dissipazione è in generale un processo iterativo complesso, che riguarda la disposizione il pianta e in elevazione dei controventi, la forma, la rigidezza degli stessi e le caratteristiche dei dissipatori.

I controventi dissipativi utilizzano dissipatori a comportamento elastoplastico che dissipano energia in trazione e compressione. Questi dispositivi sono costituiti da un nucleo interno in acciaio, una parte del quale è progettato per dissipare energia in campo plastico, da un tubo in acciaio e da un riempimento in calcestruzzo, i quali evitano che il nucleo interno si instabilizzi. Tra il calcestruzzo ed il nucleo interno è interposto uno strato di speciale materiale distaccante, allo scopo di impedire la trasmissione di tensioni tangenziali tra i due componenti e permettere al nucleo interno di allungarsi o accorciarsi liberamente, dissipando l’energia.

RINFORZI STRUTTURALI CON CONTROVENATURE IN ACCIAIO

La progettazione di un sistema di protezione passiva mediante dissipazione è in generale un processo iterativo complesso, che riguarda la disposizione il pianta e in elevazione dei controventi, la forma, la rigidezza degli stessi e le caratteristiche dei dissipatori.

I controventi dissipativi utilizzano dissipatori a comportamento elastoplastico che dissipano energia in trazione e compressione. Questi dispositivi sono costituiti da un nucleo interno in acciaio, una parte del quale è progettato per dissipare energia in campo plastico, da un tubo in acciaio e da un riempimento in calcestruzzo, i quali evitano che il nucleo interno si instabilizzi. Tra il calcestruzzo ed il nucleo interno è interposto uno strato di speciale materiale distaccante, allo scopo di impedire la trasmissione di tensioni tangenziali tra i due componenti e permettere al nucleo interno di allungarsi o accorciarsi liberamente, dissipando l’energia.

RINFORZI STRUTTURALI IN CALCESTRUZZO FIBRORINFORZATO

Le recenti tecniche costruttive permettono di realizzare solette molto resistenti in spessori contenuti; è il caso dei calcestruzzi fibrorinforzati che nei solai in laterocemento trovano un campo sempre più frequente di utilizzo.

Il FRC (Fiber Reinforced Concrete) è un materiale composito a matrice cementizia (calcestruzzo o malta, monocomponente o pluricomponenete) addittivato con fibre di varia natura e geometria; questa composizione conferisce al calcestruzzo una significativa resistenza a trazione e a compressione, una notevole duttilità ed una maggiore resistenza al taglio rispetto ai calcestruzzi tradizionali.

Di recente sono stati utilizzati per l’adeguamento sismico e per il rinforzo di alcuni solai , al fine di ottenere piani rigidi in spessori molto ridotti (dell’ordine dei 25 mm) e con pesi contenuti, per i vantaggi che la riduzione di pesi e di spessori totali comporta.
Per garantire l’efficacia del piano rigido è comunque sempre necessario un grado di vincolo con la struttura esistente, sia per quanto riguarda le unioni trave-soletta che soletta-muratura.

PERCHÉ SCEGLIERE NICO.FER S.R.L.

NICO.FER S.r.l. opera da 40 anni nel settore dell’edilizia e dei rinforzi strutturali, è in possesso della Attestazione quale CDT dell’acciaio al STC e di certificazione del Sistema di Gestione Qualità ex UNI EN ISO 9001:2015 con l’ente TUV ITALIA.

In ambito Edilizia, NICO.FER S.r.l. offre un ventaglio di servizi che abbraccia l’intero ciclo di vita dell’Opera: dalla fase di programmazione e progettazione, alla fase di realizzazione (ivi compresi l’appalto e il collaudo).

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